A proposito di abuso e di maltrattamento…
Di seguito, nella mia funzione di vice presidente dell’Associazione mantello cantonale ATIS, tengo a riproporre all’attenzione dei lettori la presa di posizione ufficiale che il Comitato dell’Associazione stessa ha voluto recentemente segnalare a mezzo stampa sulla scabrosa vicenda emersa oltre Gottardo qualche settimana orsono.
Ciò in un’ottica assolutamente solidale e coerente con quanto già fatto dalle altre varie Organizzazioni ufficiali presenti in Svizzera che rappresentano, difendono e tutelano le persone disabili presenti nelle nostre istituzioni; in primis INSOS Svizzera, Associazione nazionale di categoria delle istituzioni per persone invalide, che pure ha una propria Sezione cantonale inserita in ATIS medesima.
Rossano Cambrosio
“Il Comitato dell’Associazione ticinese delle istituzioni sociali, riunito a Lugano il 4 u.s., non ha potuto non interrogarsi sulle violenze dell’operatore sociale nel Canton Berna perpetrate nei confronti di giovani vittime incapaci o portatrici di andicap. I raccapriccianti fatti, per quanto eccezionali, hanno suscitato reazioni di sgomento e sdegno. Nell’esprimere solidarietà nei confronti delle vittime e delle rispettive famiglie, in qualità di associazione mantello raggruppante istituzioni ticinesi attive nel settore, desideriamo, a distanza di qualche giorno dalla denuncia pubblica dei fatti, fornire ai beneficiari delle nostre prestazioni, ai famigliari e agli operatori, egualmente colpiti, alcune riflessioni al riguardo.
Per quanto le deviazioni e le perversioni umane abbiamo travalicato ogni confine dell’immaginario, vogliamo ricordare e nel contempo continuare a monitorare le misure da attuare a livello preventivo. Per quanto vi sia stato da parte dell’autore un agire mirato, è difficile accettare che lo stesso pedofilo abbia potuto operare all’interno di quasi una decina di istituti senza che, al di là di una denuncia senza seguito, nessun segnale potesse essere trasmesso all’istituzione operante la nuova assunzione. A questo riguardo si sottolinea quanto sia importante poter segnalare ai datori di lavoro situazioni professionali che hanno dato luogo a gravi inadempienze o agiti penalmente perseguibili. E’ pur vero che la tutela del segreto e la salvaguardia del lavoratore impediscono, in mancanza di reato, di assumere le necessarie informazioni. Crediamo tuttavia fondamentale rilasciare attestati di lavoro che diano indicazioni complete sull’operato del collaboratore.
Relativamente alla prevenzione, a livello istituzionale in Ticino si opera in due ambiti: da un lato nella formazione continua degli operatori, dall’altro ogni istituzione per invalidi ha adottato all’interno della propria organizzazione delle procedure atte a prevenire ed eventualmente immediatamente affrontare ogni e qualsiasi manifestazione di violenza. In questo ambito non bisogna considerare unicamente violenze fisiche o a sfondo sessuale: possono infatti presentarsi forme di violenza molto più striscianti di carattere psicologico o verbale o legate alla privazione di singole libertà individuali. A titolo di esempio occorre sempre definire e protocollare quali sono i limiti entro i quali è possibile attuare una misura di contenzione e questo per poter garantire agli utenti non in grado di controllare le proprie pulsioni, una presa a carico psico-educativa e farmacologica adeguata e rispettosa.
Ma tutto questo non può garantire con assoluta certezza che nessuna forma di violenza possa presentarsi. Per questo occorre costantemente vigilare: direzione, operatori e famiglie devono essere in grado di cogliere anche le più piccole forme di disagio e di malessere soprattutto da parte di coloro che non sono in grado di esprimersi verbalmente. Riveste quindi un ruolo fondamentale la formazione e la sensibilizzazione di tutto il personale. Ancora lo scorso anno l’ATIS e l’Ufficio degli invalidi, che esercita una costante vigilanza su tutte le istituzioni autorizzate ad esercitare nel nostro Cantone, hanno organizzato dei momenti formativi, mettendo altresì a disposizione degli operatori degli opuscoli informativi. Al centro della nostra azione deve restare l’ospite e la sua dignità in ogni sua forma”.


